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Parlare per immagini: la CCA come strumento di inclusione

Negli ultimi anni la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CCA) si è rivelata essere un valido,
ed in alcune situazioni l’unico, strumento di comunicazione con soggetti con gravi compromissioni nel linguaggio verbale; la duttilità e l’adattabilità di questo strumento ha permesso agli studiosi di testare la sua efficacia in situazioni anche molto lontane fra loro ed uno dei campi in cui ha data migliori risultati è quello delle persone con diagnosi dello spettro autistico (ASD).

In questo tipo di situazione si possono avere gravi compromissioni della comunicazione verbale associate a diversi tipi di comorbidità che ne accentuano ancora di più la gravità e spesso la comunicazione per immagini risulta essere l’unica possibile.

In questo caso siamo in una classe terza di un istituto professionale ad indirizzo Socio Sanitario; Giovanni è un ragazzo con ASD che presenta aree deficitarie tipiche che vanno dal linguaggio alle relazioni sociali agli interessi ripetitivi e spesso stereotipati.

Mostra discrete capacità visuo-percettive e una buona coordinazione occhio-mano che gli permette una manualità tale da giungere ad un sufficiente uso di tecnologie informatiche.

Ha una buona relazione con gli adulti e, nel corso degli anni ha stabilito un buon rapporto con i compagni di classe, ai quali si è legato nel corso degli anni al punto da permettere ad alcuni di loro anche un buon contatto fisico; questi studenti svolgeranno il loro periodo di Alternanza Scuola Lavoro partecipando ad un particolare progetto che prevede attività con persone con ASD e stanno frequentando lezioni formative dedicate in proposito.

Giovanni non tollera le frustrazioni e mostra una scarsa regolazione emotiva, cosa che ha rallentato molto il suo rapporto con i pari età e con tutti quelli  che non hanno le competenze adatte per comunicare con lui.

Ha bisogno di una forte strutturazione delle attività e usa da qualche anno con gli insegnanti ed anche con il gruppo ristretto dei compagni di classe la CAA. Presenta una grossa sensibilità ai rumori forti ed mostra una grossa attenzione verso le immagini con buone capacità di discernimento e lettura delle indicazioni, in particolare quando sono presenti nelle immagini temi per lui ricorrenti.

Dal punto di vista motorio è abbastanza coordinato negli arti superiori mentre mostra scoordinazione nell’uso degli arti inferiori, cosa che gli procura una lentezza nella deambulazione che vive, in alcune situazioni, con forte frustrazione; son presenti le autonomie di base anche se spesso chiede aiuto ma manca assolutamente la capacità di pianificazione.

Nel corso del tempo i ragazzi hanno imparato ad usare discretamente la CAA come mezzo di comunicazione con Giovanni che ha mostrato di

gradire in particolar modo foto con rappresentazioni reali invece di disegni stilizzati, soprattutto quelle in cui è raffigurato lui o alcuni dei suoi compagni di classe; si è pensato di sfruttare la predilezione anche perché oramai il quaderno di CAA è diventato pieno di pagine e difficoltoso nell’utilizzo; bisogna inoltre pensare che il ragazzo reagisce alla frustrazione o all’incomprensione con periodi di silenzio o con scatti di rabbia; a questo punto, con l’aiuto degli insegnanti di sostegno e degli insegnanti del C.d.C. si è pensato di utilizzare strumenti di comunicazione in CAA più agili e veloci nell’utilizzo.

Nome del Corso EPICT: 

[BES IPASE 2016/17]

Data: 

Marzo, 2017

Modulo EPICT di Riferimento [solo nel caso di Lesson Plan]: 

Autori : 

Gruppo Tappa
Alessandra Gaburri
Angelo Fioravanti
Daniela De Concini
Ilaria Bezzi
Marco Parisi
Maria Luisa Mosna
Pasquale Tappa

Tipologia della risorsa : 

Lingua: 

Software Utilizzato: 

tablet
fotocamera
pc
MS Office
Blu(e)
Araword
Gimp

Discipline Coinvolte: