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17 aprile 2026 | di Angela Maria Sugliano
Intelligenza Artificiale!!!
Come è nella nostra mission e nel nostro DNA, siamo per vocazione impegnati nell’ascoltare le innovazioni che dal mondo della tecnologia e del digitale si propongono al mondo della Scuola.
Ecco la nostra breve ma intensa storia con l’Intelligenza Artificiale.
Con la Summer School 2024, abbiamo fatto la nostra prima full immersion nell’IA: i nostri partner universitari (le relazioni dei proff. Adorni e Grosso), le nostre formatrici più innovative (la nostra precedente Presidente Giuliana Lo Giudice), hanno aperto la strada. E’ di novembre 2024 il Syllabus della Certificazione EPICT Intelligenza Artificiale scritto insieme alla controparte accademica come facciamo ormai da un decennio. Negli anni scorsi, con le formazioni per i Poli formativi e per le Scuole con il Dm 66, e in questi primi mesi del 2026 - sgravati dal peso “dei DM” - abbiamo svolto corsi per le scuole interessate a promuovere al loro interno la formazione continua dei docenti per renderli pronti ad accompagnare i ragazzi nella nuova era determinata dall’ingresso dell’IA nelle nostre vite.
Questo bagaglio ci ha fatto capire bene cosa significa portare nella Scuola l’Intelligenza Artificiale. Ecco la nostra “ricetta”.
Nella Scuola per prima cosa, c’è bisogno di comprendere cosa sia l’IA e come funziona: pochi concetti che permettono di comprendere che non è “magica”, ma frutto di un meraviglioso sforzo creativo degli uomini. C’è bisogno di rassicurarsi sui rischi e sulle debolezze dell’IA, per poter poi iniziare a sperimentare come può diventare un “aiutante” del docente: per progettare con maggiore creatività e precisione percorsi didattici, per creare materiali didattici, strutturare consegne sfidanti per i ragazzi e sviluppare con facilità le famigerate rubriche di valutazione. Un uso di grande valore abbiamo visto che risiede nello sviluppo da parte del docente di chatbot come tutor di apprendimento, veri “aiutanti” a disposizione degli studenti, sempre supervisionati dal docente. I docenti poi devono “crearsi una immagine mentale” dell’AI in classe: e allora c’è bisogno di sentire raccontato e spiegato (con i punti di forza e debolezza da superare) da chi ha già sperimentato in prima persona, le tante attività coinvolgenti e di valore che si possono realizzare con gli studenti nelle diverse discipline anche con la cosiddetta IA unplugged.
Abbiamo anche capito che è interessante e di valore - grazie alla collaborazione con i prof. universitari informatici coinvolti del progetto EPICT - proporre percorsi dedicati ai docenti di informatica degli Istituti tecnici per sperimentare nuove tecniche di formazione alla programmazione e non solo.
Ma non siamo solo dei “praticoni”: i nostri percorsi di formazione sull’IA si fondano su una prospettiva squisitamente pedagogica che è quanto viene oggi definito con il concetto di approccio “human-centred” dell’intelligenza artificiale: e questo in coerenza con le Linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito, con i framework europei DigComp 3.0 e DigCompEdu, nonché con le più recenti elaborazioni della comunità scientifica internazionale.
Il nostro continuo contatto con l’accademia, ci permette di dire che il progetto formativo che abbiamo sviluppato si ispira ai principi del Manifesto di Vienna per l’Umanesimo Digitale (2019) e alla loro evoluzione nel paradigma del Cyber Humanism (Vienna, 2025): in una civiltà sempre più “algoritmica” in cui umanesimo e tecnologia digitale si intrecciano nella quotidianità delle persone, nelle prassi professionali e organizzative, bisogna allenare gli uomini ad essere ‘agenti consapevoli e competenti’, capaci di indirizzare gli usi dell’IA, criticamente valutare le soluzioni che crea promuovendo il pluralismo culturale e i valori civici all’interno delle architetture dei sistemi intelligenti.
A Scuola l’IA generativa non è uno strumento accessorio: noi la vediamo come una vera infrastruttura cognitiva capace di trasformare - in meglio - i processi di apprendimento. Ne deriva la necessità per la Scuola di apprendere come progettare pratiche didattiche potenti ma che preservino e sviluppino “l’agency” (cioè la capacità di esercitare il controllo e dettare la direzione!) dei docenti e dei discenti, evitando forme di delega cognitiva non consapevole.
Nel nostro stile e per la nostra tradizione, stiamo preparando anche un corso per formatori che siano in grado di poter portare ai colleghi docenti le conoscenze, le abilità e l’attitudine a guadare all’AI come strumento per una scuola sempre più attiva, interessante, stimolante seguendo criteri di qualità e con il pieno controllo.
Noi ci siamo! attenti, interessati, sicuri grazie al continuo confronto nella nostra Community che è davvero il nostro più grande valore.