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6 giugno 2026 | di Enrica Guidotti, Angela Maria Sugliano
Quali elementi dei social sono una opportunità per i ragazzi oggi? E cosa una minaccia? Da questa domanda è nato il laboratorio realizzato da AssoEPICT presso l'Istituto Bergese, che ha coinvolto circa 200 studenti e un gruppo di docenti in un percorso di educazione digitale e cittadinanza consapevole.
Abbiamo costruito un laboratorio per portare ai giovani studenti dell’IIS Bergese di Genova qualche argomento su cui riflettere quando utilizzano i social in modo “normale” per loro, “inconsapevole” diremmo noi adulti.
Per affrontare il tema abbiamo scelto una metafora che è stato necessario spiegare ai giovani ignari di chi siano Dr Jekyll e Mr Hyde, ma ben consapevoli dell’eterna battaglia fra bene e male e della doppia faccia che ogni realtà presenta. E allora abbiamo iniziato con la domanda: "Quali sono gli aspetti positivi dei social per i ragazzi oggi? E quanto “pesa” la loro positività? E all’opposto, quali sono gli aspetti negativi dei social network e quanto “pensano” le negatività per il benessere e libertà dei ragazzi?".
I ragazzi hanno lavorato a coppie, poi hanno votato con un sondaggio online e poi abbiamo utilizzato un chatbot per farci analizzare in diretta i dati.
Ed ecco i risultati: I social sono positivi perché consentono di restare in contatto con gli amici, esprimersi, condividere passioni, imparare cose nuove, trovare persone con interessi simili, creare contenuti e sentirsi parte di una comunità. I social sono negativi perché il desiderio di appartenenza può diventare paura di essere esclusi, la ricerca di visibilità può trasformarsi in dipendenza dai like, ‘lironia condivisa può degenerare in cyberbullismo. L'intrattenimento continuo può diventare scrolling infinito e perdita di controllo del proprio tempo.
Abbiamo pensato di proporre un'ultima riflessione in linea con l'indirizzo dell'Istituto: l'alberghiero. Ogni classe ha proposto una metafora fra i social e un primo piatto, un dolce, una bibita, un ingrediente, un aspetto di un albergo. Ecco qualche suggestione, fra le più divertenti
Se i social fosser un ingrediente: la CIPOLLA - insaporisce i piatti, ma a volte fa piangere!
Se i social fossero una bibita: l'ACQUA - indispensabile, ma ci puoi annegare dentro
Se i social fossero un aspetto di un albergo: la RECEPITION - ti trova tutto, ma fa pagare il conto!
Da qui il percorso è proseguito verso una seconda metafora: Matrix.
Chi decide ciò che vediamo online? Perché alcuni contenuti diventano virali? Come funzionano gli algoritmi? Che cosa significa vivere dentro una "echo chamber", una bolla informativa che ci mostra soprattutto idee simili alle nostre?
L'obiettivo non era demonizzare la tecnologia né invitare i ragazzi ad abbandonare i social network. Al contrario, abbiamo provato a ragionare insieme su come riprendere il controllo: comprendere i meccanismi di profilazione, allenare l'algoritmo a mostrarci punti di vista differenti, limitare il tracciamento, gestire il tempo online in modo più consapevole.
Come in Matrix, svelate le verità sui social, i ragazzi hanno scelto fra la Pillola rossa (faccio qualcosa per controllare il meccanismo) e Pillola Blu (un po’ troppo impegnativo per ora…?)
Ed ecco il risultato. Un buon numero di "ribelli" ha iniziato a pensare cosa potrebbe fare per esercitare un po' di controllo sui propri comportamenti social ... perché la vera cittadinanza digitale non consiste nel dire ai ragazzi cosa devono fare, ma nel fornire loro gli strumenti per scegliere in modo autonomo e consapevole.
Il percorso è proseguito con un secondo incontro dedicato ai docenti dell'Istituto. Ecco i risultati degli elementi positivi e negativi dei social dal punto di vista dei docenti.
Le differenze fra i risultati degli studenti e dei docenti riguardano soprattutto il punto di osservazione. Gli studenti temono maggiormente ciò che può accadere nelle relazioni online: il cyberbullismo, l'esclusione dal gruppo, la pressione sociale e la paura di non essere accettati. I docenti, invece, guardano soprattutto agli effetti sul benessere e sull'apprendimento: la dipendenza, la perdita di sonno, la difficoltà di concentrazione e il ruolo sempre più invasivo degli algoritmi.
Partendo dai risultati emersi con gli studenti, abbiamo riflettuto con i docenti sulle principali preoccupazioni che gli insegnanti osservano quotidianamente a scuola. In particolare è emerso il tema della dipendenza dai social e delle sue conseguenze sul benessere dei ragazzi: stanchezza, difficoltà di concentrazione e sonno insufficiente sono aspetti che molti docenti percepiscono come sempre più frequenti.
È emerso inoltre un certo scetticismo rispetto all'idea dei social come autentici luoghi di socialità. I docenti hanno evidenziato il rischio che una parte significativa della vita online sia vissuta sotto la pressione costante del giudizio degli altri, della paura di essere esclusi o della necessità di mettersi continuamente in mostra.
L'incontro è stato anche l'occasione per condividere strumenti e risorse a disposizione delle scuole. Abbiamo esplorato il progetto Generazioni Connesse, la piattaforma ELISA del Ministero dell'Istruzione e del Merito e le proposte educative di Parole O_Stili, realtà che da anni supportano docenti e studenti nell'educazione alla cittadinanza digitale.
Dal confronto è emersa una riflessione importante: ragazzi e adulti non vedono i social nello stesso modo, ma condividono molte delle stesse preoccupazioni. Per questo l'educazione digitale non può limitarsi a mettere in guardia dai pericoli né a celebrare le opportunità. Deve creare occasioni di dialogo, confronto e consapevolezza.
Ci siamo lasciati con un impegno comune: continuare a proporre ai ragazzi occasioni di riflessione sulla propria vita online. Non interventi straordinari o emergenziali, ma momenti regolari di confronto, lettura e discussione che aiutino gli studenti a sviluppare consapevolezza, spirito critico e capacità di scelta.