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6 febbraio 2026 | di Sara Capecchi*, Violetta Lonati**
*Università di Torino ** Università di Milano Statale
Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale (IA) e, in particolare, l’apprendimento automatico (in inglese Machine Learning, ML) sono diventati parte integrante della vita quotidiana. Strumenti sempre più accessibili permettono a chiunque di entrare in contatto con queste tecnologie, comprese bambine, bambini e adolescenti, che spesso ne sono fortemente attratti.
Questa diffusione rappresenta un’enorme opportunità educativa, ma anche una possibile criticità se l’IA viene utilizzata senza comprenderne i meccanismi, i limiti e le implicazioni.
Promuovere una comprensione consapevole dell’IA non è solo una buona pratica didattica: è un vero e proprio diritto delle persone minorenni, come sottolineato da numerosi report internazionali, tra cui il recente Guidance on AI and children dell’UNICEF (https://www.unicef.org/innocenti/reports/policy-guidance-ai-children) . Comprendere come funzionano questi sistemi è fondamentale per poterli usare in modo critico, senza esserne inconsapevolmente influenzati o controllati.
Uno dei primi nodi da sciogliere riguarda la distinzione tra Intelligenza Artificiale e apprendimento automatico. Spesso i due termini vengono usati come sinonimi, ma non lo sono: esistono sistemi di IA che utilizzano tecniche diverse da quelle del machine learning.
Comprendere il machine learning significa familiarizzare con alcuni processi fondamentali: la fase di addestramento, in cui il sistema impara a partire dai dati, e la fase di utilizzo del modello, in cui quanto appreso viene applicato a nuovi casi. Strumenti interattivi come Teachable Machine rendono questi passaggi osservabili e sperimentabili, aiutando studenti e docenti a capire la logica con cui funzionano questi sistemi.
Confrontare il paradigma dell’apprendimento automatico con quello tradizionale (basato sulla progettazione di algoritmi e programmi secondo il modello di Von Neumann) è essenziale per capire come sta cambiando il nostro modo di progettare, usare e interpretare i sistemi digitali, come evidenziato dalle riflessioni sulla Computational Thinking 2.0 di Matti Tedre 8https://static.raspberrypi.org/files/curriculum/quickreads/21-Pedagogy_Summary_Computational_Thinking_2_2025.pdf)
l ruolo centrale dei dati
Un altro aspetto cruciale riguarda i dati. Nei sistemi di IA, qualità, quantità e rappresentatività dei dati influenzano direttamente il comportamento del sistema. Errori, bias e distorsioni non sono “incidenti tecnici”, ma conseguenze dirette delle scelte fatte nella raccolta e nell’uso delle informazioni.
Rendere visibile questo legame è fondamentale dal punto di vista educativo: aiuta a sviluppare senso critico, responsabilità e capacità di valutare l’affidabilità delle tecnologie che utilizziamo ogni giorno.
Accanto agli strumenti digitali, un ruolo centrale è svolto dalle attività unplugged, progettate senza l’uso di software. L’obiettivo non è semplificare, ma rendere accessibili concetti complessi attraverso il ragionamento, la discussione e il confronto.
Queste attività allenano non solo il pensiero funzionale necessario per comprendere IA e ML, ma anche competenze più ampie: prendere decisioni, valutare alternative, riflettere sugli errori e sui successi. In particolare, l’approccio unplugged si rivela un potente complemento agli strumenti interattivi, perché consente di analizzare, ad esempio, le ragioni per cui un sistema di classificazione funziona o fallisce, migliorando la comprensione della fase di addestramento.
Le risorse didattiche qui descritte nascono da una collaborazione interdisciplinare tra informatica e psicologia, all’interno di progetti di ricerca sviluppati presso l’Università di Torino e finanziati dalla Compagnia di San Paolo. Le attività progettate e sperimentate sono state raccolte in una piattaforma online basata su Moodle, pensata per supportare docenti e formatori nell’utilizzo concreto dei materiali in classe.
L’obiettivo non è fornire “lezioni sull’IA”, ma strumenti per costruire percorsi educativi che aiutino studenti e studentesse a comprendere come funzionano queste tecnologie, a riconoscerne i limiti e a usarle in modo consapevole.
In definitiva, parlare di Intelligenza Artificiale a scuola non significa anticipare contenuti universitari, ma lavorare su competenze fondamentali per la cittadinanza contemporanea. Comprendere l’IA significa imparare a leggere il mondo digitale in cui siamo immersi, sviluppare pensiero critico e costruire un rapporto più equilibrato con le tecnologie.
Un’educazione all’IA che parte dalla consapevolezza, passa dalla comprensione dei meccanismi e si traduce in scelte responsabili.
Empowering AI - https://empai.di.unito.it/. Un sito dove trovare il materiale per replicare le attività sviluppate nel progetto, informazioni utili sull'Intelligenza Artificiale e sulle abilità coinvolte nel suo apprendimento e attività sull'informatica
Syllabus Certificazione EPICT "Intelligenza artificiale cnversazionale". Consulta il syllabus della Certificazione EPICT "Lezioni inclusive" per conoscere le competenze necessarie a svolgere in qualità una attività con l'Intelligenza Artificiale →https://epict.unige.it/IAConversazionale
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