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12 febbraio 2026 | di Serena Battigelli
L’Associazione EPICT Italia ETS ha collaborato con il Progetto Scuola Digitale Liguria in un percorso dedicato ai docenti della Scuola dell'infanzia. L'esito è stata l'elaborazione di un decalogo che condividiamo anche qui.
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La robotica educativa nella scuola dell’infanzia non è una questione di tecnologia. È, prima di tutto, una questione di sguardo pedagogico.
Al termine del nostro percorso di formazione con le insegnanti, tra sperimentazioni in sezione, osservazioni dei bambini, confronti e riflessioni condivise, è nato un decalogo di buone pratiche. Non un elenco di regole rigide, ma dieci orientamenti concreti che aiutano a progettare attività di robotica davvero significative per i più piccoli.
Ci siamo accorte che, quando si parte dalle idee dei bambini, dal loro corpo, dal gioco e dallo storytelling, il robot smette di essere un oggetto “tecnologico” e diventa un mediatore di apprendimento. Attraverso percorsi corporei, frecce direzionali, piccoli gruppi cooperativi e una gestione attenta dei materiali, i bambini sviluppano pensiero logico, capacità di previsione, linguaggio, collaborazione e autonomia.
Un aspetto che è emerso con forza è il valore dell’errore: nella robotica l’errore non è fallimento, ma occasione di scoperta. Ogni tentativo diventa ipotesi, verifica, rielaborazione. È così che si costruisce il pensiero.
Questo decalogo nasce dunque dall’esperienza reale nelle sezioni e vuole essere uno strumento semplice e trasferibile, utile a chi desidera introdurre la robotica educativa all’infanzia in modo graduale, inclusivo e sostenibile. Perché il robot, da solo, non fa innovazione. È l’intenzionalità educativa a fare la differenza.
Partire dalle esperienze dei bambini - Prima di introdurre i robot esplora le idee dei bambini: cosa pensano, come funziona e cosa fa, fatti aiutare dallo storytelling. Questo permette di costruire nuovi apprendimenti a partire dalle loro rappresentazioni e dalla loro curiosità.
Dal corpo al robot: coding unplugged e progressione graduale - Prima di programmare un robot, passa attraverso attività corporee, giochi di simulazione e percorsi fisici. Il corpo rende evidenti concetti come direzione, sequenza, causa–effetto. La progressione corpo > robot riduce la complessità di concetti logici e aiuta a comprendere.
Istruzioni chiare e visive - Utilizza frecce direzionali per rendere il processo visuale. Le frecce grafiche sostengono la comprensione e favoriscono autonomia e partecipazione.
Scegliere robot semplici, intuitivi e con feedback immediato - Robot come Blue Bot permettono ai bambini di capire subito cosa accade quando premono un tasto, grazie al feedback immediato. Meno tecnicismi = più esplorazione, creatività ed efficacia.
Gestire i materiali: robot sufficienti e didattica a stazioni - Se i robot non sono abbastanza si creano attese. Organizza quindi una didattica a stazioni dove gruppi usano robot e altri svolgono attività unplugged.
Piccoli gruppi cooperativi con ruoli chiari - Gruppi di 3–4 bambini permettono una migliore gestione e favoriscono turnazione, collaborazione e ascolto reciproco. Ruoli semplici (programmatore, controllore, osservatore…) aiutano l’organizzazione.
Uso della LIM per l’app di programmazione - La LIM permette a tutti di osservare insieme la programmazione, senza dover ricorrere a tablet che distraggono. È uno strumento condiviso che facilita discussione e confronto.
Valorizzare l’errore come parte del processo - Sbagliare fa parte del gioco, ogni errore diventa una scoperta. La robotica educativa trasforma l’errore in un’occasione di ragionamento, verifica e correzione.
Collaborazione tra insegnanti e insegnanti di sostegno - Il lavoro in team permette di osservare meglio i bambini, sostenere i gruppi e gestire contemporaneamente attività diverse. Una buona pratica organizzativa è prevedere almeno due insegnanti ogni quindici bambini,
Documentare l’esperienza per valorizzare i processi - Foto, video, disegni, verbalizzazioni e raccolta dei tentativi aiutano a rendere visibile l’apprendimento. La documentazione mostra non solo cosa hanno fatto i bambini, ma come hanno ragionato.
Syllabus Certificazione EPICT "Robotica Educativa". Consulta il syllabus della Certificazione EPICT "Robotica educativa" per conoscere le competenze necessarie a svolgere in qualità una attività di Robotica educativa → https://epict.unige.it/robotica-educativa